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    November 19

    Evade spedendosi a casa...Un genio!

    l'evaso è ancora irreperibile

    Germania: detenuto evade dal carcere spedendosi in un pacco postale

    Ysar Bayrak, spacciatore di droga, si è infilato in un grosso scatolone ed è scappato dalla prigione di Willich

    BERLINO (GERMANIA) - Una fuga degna di Edmond Dantes. O forse della banda Bassotti. Ma se il protagonista del romanzo di Dumas si chiudeva in un sacco per cadaveri e si faceva buttare in mare, un detenuto di un carcere tedesco ha pensato che le poste teutoniche fossero un mezzo più efficiente e per fuggire dalla prigione di Willich si è letteralmente spedito.
    La prigione di Willich  (dal sito www.jva-willich1.nrw.de)
    La prigione di Willich (dal sito www.jva-willich1.nrw.de)
    Il detenuto infatti si è infilato in un grosso pacco con tanto di mittente e destinatario. Lo scatolone è stato caricato insieme al resto della corrispondenza su un autocarro e così Ysar Bayrak, un trentasettenne spacciatore di droga che doveva scontare ancora tre anni, ha lasciato il complesso situato nel land del Nordreno-Westfalia. LA FUGA - Il quotidiano tedesco «Bild» riferisce che dopo aver percorso un buon tratto di autostrada il conducente si è accorto dallo specchietto retrovisore che il telone di fondo dell'automezzo svolazzava liberamente. Ha accostato per fissarlo e si è accorto che sul pianale di carico c'era un grosso pacco di cartone aperto e vuoto. Avvertita immediatamente per telefono, la direzione del carcere ha fatto l'appello e ha scoperto che Bayrak era diventato uccel di bosco. La fuga del detenuto è stata favorita dal fatto che nel carcere di Willich, una struttura costruita oltre un secolo fa, manca l'abituale detector a raggi infrarossi, in grado di segnalare anche i battiti cardiaci di persone nascoste nei carichi in uscita. Con un certo spirito di rassegnazione la direttrice dell'istituto di pena, Beate Peters, ha spiegato che si sta indagando se il fuggiasco sia stato aiutato da alcuni complici, anche se ha dovuto ammettere che «i detenuti non sono purtroppo molto loquaci». Fonte: Corriere.it
    November 09

    Mi associo a Cossiga!

     
    Se penso a Berlusconi mi associo alla Bruni.... ma ripensandoci bene mi associo a Cossiga!
     
    Berlusconi (affermando poi che la sua è stata una carineria e chi ha da ridire è un imbecille) afferma: "Obama ha tutto: è bello, giovane e abbronzato"
     
    In merito alla "carineria" berlusconiana, la moglie di Sarkozy, Carlà Brunì risponde: "Sono orgogliosa di essere diventata francese"
     
    Ma Il senatore a vita Cossiga non ci sta e la mette a tacere: "Noi tutti siamo orgogliosi che Carla Bruni sia diventata francese!"
    November 05

    Reale passo indietro?

    Previsto il blocco delle assunzioni nelle università sprecone: ora andrà in un ddl. Premi per gli atenei virtuosi, stanziamenti per residenze da destinare agli studenti.

    Ecco il decreto Gelmini bloccato "Mi prenderò tempo per riflettere"

    di GIOVANNA CASADIO

    Ecco il decreto Gelmini bloccato ROMA - Ora il ministro Mariastella fa sapere: "Mi prenderò il tempo che occorre". Sull'università, ammette, non c'è tutta quella fretta che s'era detto. E precisa: "Continuo a lavorare sulle linee di indirizzo ma nessuno aveva pensato di fare una riforma per decreto". Non del tutto vero. Perché un decreto, o meglio uno "schema di decreto legge" sulla "valorizzazione del merito nelle università e negli enti di ricerca", ha già fatto il giro degli uffici legislativi del governo. Tre articoli, moltiplicati per una decina di commi. Il primo - il più importante - è contro la finanza allegra degli atenei e per liberalizzare in qualche modo il reclutamento dei ricercatori massacrati dal blocco del turn-over. Disposizioni urgenti. "Riservato", recita la nota di accompagnamento. Arenato anche questo, comunque. Sia per i costi che prevede e anche "a causa delle polemiche". Per la Direzione generale del ministero, il provvedimento era positivo: una buona cosa, però si sono scatenate "le polemiche... quelle sui concorsi e quelle politiche". Così questo provvedimento - "uno degli interventi d'accompagnamento" del "pacchetto" sull'università, come l'ha definito il direttore generale Antonello Masìa - viene accantonato. Però gran parte di queste misure dovrebbero essere trasferite in un disegno di legge. Mariastella Gelmini, ministro sotto assedio, questa volta aveva puntato ad addolcire la pillola amara dei tagli previsti dalla legge 133, quella che ha firmato insieme con Giulio Tremonti. Nella sede dell'Eur, dove in questi giorni si rifugia spesso, la Gelmini tiene una riunione dietro l'altra. Con questo testo in particolare, riteneva di essere sulla strada giusta, di coniugare cioè rigore, buonsenso e insomma di capitalizzare, dopo la rivolta nel paese, un po' di consensi. Un decreto che costa però, più di quanto non risparmi. In concreto, al primo comma impedisce alle università che spendono in stipendi per il personale più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, di bandire posti di qualunque tipo. Secondo una sommaria panoramica le università prodighe sarebbero Siena, Firenze, Pisa, Napoli Orientale, Cassino, Trieste. Altra penalizzazione per gli atenei non-virtuosi è rappresentata dall'esclusione dalla ripartizione dei fondi relativi al piano straordinario per l'assunzione dei ricercatori per gli anni 2008/2009. Poi, le deroghe al limite previsto dalla 133 per l'assunzione di ricercatori che hanno superato concorsi banditi prima dei "tagli": possono essere assunti in numero non superiore al 20 per cento delle risorse e al 20 per cento delle unità collocate a riposo nell'anno precedente. Possibilità inoltre di sforare la norma sul turn-over se l'università è particolarmente risparmiosa. Un breve capitolo è dedicato al meccanismo di concorso. Qui però, negli ultimi giorni si sono rincorse varie stesure, limature, ripensamenti. La più gettonata prevedeva di "allineare" la selezione alla prassi internazionale, perciò una commissione composta da un membro della facoltà e due sorteggiati, di pari grado o superiore, a garanzia del carattere nazionale della selezione. Nel decreto per l'università anche l'articolo da concordare con il ministro Brunetta sugli enti di ricerca. Infine, soldi. Stanziamenti per alloggi e residenze per gli studenti (7 milioni), scoprendo che l'Italia è l'ultimo paese europeo in fatto di residenze universitarie. Un cospicuo finanziamento anche per borse di studio per chi merita. E qui, i collaboratori della Gelmini mettono subito le mani avanti: "Quelle cifre sono vecchie, poi era già stato tutto riscritto". Fin qui, il decreto. L'unico che sia stato finora redatto sull'università. Né ce ne saranno altri. Il ministro fa sapere che preparerà l'atto politico di indirizzo, i disegni di legge specifici su governance, risorse, merito, personale. In via d'urgenza, niente. La piazza prima, le critiche nella sua stessa maggioranza, mezza Italia sulle barricate nelle scuole e nelle facoltà, consigliano alla Gelmini di cambiare strada. "Guardi ministro, il consenso non è un fatto accessorio", le ha ripetuto Luciano Corradini, l'ex sottosegretario del governo Dini, amico di Prodi, che abita a Brescia (la città di Mariastella). A lui e al pedagogista Giuseppe Bertagna ha chiesto consiglio. E loro le hanno suggerito: confronto, dialogo, ascolto.

    (4 novembre 2008)   Fonte: LaRepubblica.it

    November 01

    Che schifo!

    Si può solamente rimanere schifati da quanto il governo sia corrotto e come cerchi di dare a bere alle masse mezze verità a suo favore sui fatti di tutti i giorni. Purtroppo avendo il controllo di buona parte dei media si può questo e altro!

    Scontri di Piazza Navona la verità monca del governo

    Una serie di immagini dimostrano che prima i giovani di estrema destra picchiano a sprangate alcuni studenti medi senza che nessuno intervenga di ANDREA DI NICOLA

    ROMA - Uno scontro, anzi un assalto dei centri sociali contro i ragazzi pacifici di Blocco studentesco. La verità costruita dalla polizia e confezionata dal governo è bell'e pronta per andare in onda su Tg e televisioni. Tutto vero: gli universitari sono entrati in piazza Navona ed hanno affrontato i neofascisti di Blocco studentesco. Tutto vero, ma solo una parte della verità. Una parte perché non dice cosa è successo in quella piazza romana prima dello scontro. Non dice insomma, come ricostruito da un ragazzo che ha scritto a Repubblica e come testimoniato da decine di foto che, prima dell'azione degli universitari, un camioncino pieno di mazzieri aveva aggredito a cinghiate e a sprangate gruppi di quindicenni che fino a quel momento avevano giocosamente, accompagnati dai loro professori, contestato il decreto Gelmini. Dal famigerato pulmino bianco sono scesi studenti, molti evidentemente fuoricorso, che a botte e calci si sono posizionati nel cuore dell'assembramento di ragazzini delle medie superiori spargendo violenza e terrore allo scopo di connotare a destra la protesta studentesca. Solo a questo punto intervengono gli universitari chiamati dai più giovani per cercare una difesa che la polizia non ha saputo offrire. Dal corteo della Sapienza arriva un gruppone, a mani nude tanto che per attaccare usano i tavolini e le sedie dei bar che trovano in piazza e inizia il confronto con i neofascisti.
    Per motivi oscuri le forze dell'ordine si accorgono solo di questa seconda fase della prima, dell'attacco ai liceali da parte di Blocco studentesco non si accorgono. I funzionari di polizia, che pure non erano distanti da dove avveniva il macello dei diritti, dicono di non essersene accorti e non ne fanno cenno nelle loro ricostruzioni. Tanto meno ne fa cenno in Parlamento il sottosegretario Nitto Palma vendendo al Parlamento e al Paese una verità monca che però le tecnologie smontano nel giro di poche ore. Le foto parlano chiaro e, a meno che questo non sia un Paese di maestri di Photoshop, ci dicono che quella del governo e della questura è una verità monca. Quasi una menzogna. >(31 ottobre 2008)
     

    Emule a pagamento? Ma anche no!

    In questi giorni mi è arrivata più di una richiesta di inviare, se lo avessi avuto, il file di installazione di una vecchia versione "non a pagamento" del famoso programma di filesharing Emule. Io li per li, mi sono detto molto dubbioso, visto che Emule è sempre stato un programma il cui codice viene distribuito e può essere utilizzato liberamente, ma ai miei dubbi hanno ribattuto con "si si, è diventato a pagamento. Quando lo installi dopo un po' la procedura ti chiede di chiamare un numero a pagamento a 3 euro al minuto dove ti danno un codice da inserire". Facendo una ricerchina su Giugiol, ho constatato che già diversi siti e blog avevano trattato l'argomento. La spiegazione dell'arcano sta nel fatto che l'utente medio, poco esperto di computer, per scaricare emule la prima volta o solo per scaricarne la nuova versione, cosa fa? cerca sempre su Giuggiol la parola "emule", e i primi due siti che vengono fuori sono due siti sponsorizzati a pagamento appunto Giuggiol. In questi due siti viene pubblicizzato "emule ultima versione ecc", senza ovviamente scrivere da nessuna parte che per installarlo poi bisogna chiamare un numero a pagamento per farsi dare un codice da inserire e che installando la versione scaricata da questi siti, il computer del malcapitato si riempe di malware, spyware, ecc.

    Ovviamente sono versioni modificate di emule, per fregare i meno esperti nell'usare il computer. Detto questo annuncio a chi ancora non lo sapesse e fa di questi errori, che il sito ufficiale dove poter scaricare ed installare Emule rigorosamente GRATIS è www.emule-project.net. Da li potrete scaricare il vero, unico, e inimitabile Emule di sempre, con cui potrete scaricare liberamente tutto ciò che vorrete. (Si compresi i porno).

    Le pecore della protesta

    Un 1/3 se non di più degli universitari che sono scesi in piazza in queste ultime due settimane, l'hanno fatto senza avere la benchè minima cognizione di causa del perchè si dovesse scendere in piazza a protestare o avendone una sbagliata. Citando quando dice Duna in un suo post, posso dire di aver trovato almeno uno che ci ha capito qualcosa!
    Vorrei chiarire un piccolo grande equivoco sul decreto Gelmini visto che è ancora "d'attualità". Quello che più interessa noi giovani è in particolar modo la quantità di tagli all'università e alla ricerca, quasi 1,5 Miliardi di € entro il 2013 che costringerà tutte le università ad alzare le tasse e quelle già in dissesto economico a ricorrere a fondi privati e a diventare di fatto semi-private. Quando Berlusconi e la Gelmini dicono "non sappiamo perchè tutto questo agitarsi, non si parla di università in questo decreto" sappiate che non mentono, è vero, nel decreto legge approvato Mercoledì scorso, il DL 137/2008 [link] -molto corto una paginetta neanche- si parla solo di insegnante unico, voto in condotta ecc. ecc. Ma allora i tagli? Ce li siamo sognati? Quando verranno approvati? In realtà già sono stati approvati. Quando? Ex Decreto Legge 112 ora Legge 133/2008 [link] approvato il 6 Agosto 2008. Molti lo sanno, moltissimi no. Sarà bene che i più lo sappiano, visto che se deve esserci un referendum deve essere abrogativo della legge 133, che tra l'altro è la solita accozzaglia di tutto di più, uno dei tanti rami della finanziaria in cui si taglia e taglia e taglia...