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December 24 Papa-ratzy: solito impiccioneOggi il caro vecchio Beny ha pronunciato il discorso per gli auguri natalizi alla presenza di eminenti cardinals, vescovini e pretacchioni vari, e come da bravo buon pastore vestito di bianco, si è impelagato come al solito in affari a lui poco congeniali. (a meno che non abbia provato...??!!)
Nel suo bel discorsetto ha ampiamente illustrato la posizione verso le coppie gay della chiesa secondo lo stesso papa, che giustamente si schiera contro la loro discriminazione, ma allo stesso tempo dichiara "Non è l'uomo che decide, è Dio che decide chi è uomo e chi è donna". E in base a cosa??? Ormai non basta di certo più sapere se si è uomo o donna a livello fisico, conta solo ciò che ognuno vuole essere. "Ciò che spesso viene espresso ed inteso con il termine 'gender' (la persona che trasgredisce al comportamento previsto dal ruolo del suo stesso genere) - dice Benedetto XVI - si risolve in definitiva nell'autoemancipazione dell'uomo dal creato e dal creatore. L'uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda", com'è giusto che sia dico io, dato che l'uomo è un essere vivente dotato di ragione e possibilmente di un'etica e di una morale laiche. Perchè deve essere qualcun'altro a decidere per l'uomo in quanto essere? Qui si arriverebbe a mettere in discussione la libertà individuale, che non può certo esistere se l'uomo dovrebbe sottostare ad un dio che sia superiore a lui, e che per di più l'avrebbe creato a sua immagine e somiglianza, senza ovviamente traferirgli i suoi poteri da dio. Si può ammettere certo che non tutto ciò che esiste nell'universo è regolato da leggi fisiche naturali, che ci sono cose che sembrano invece regolate da leggi non ancora scoperte dall'uomo, che esista qualcosa di trascendentale non ancora compreso o incomprensibile dalla mente umana, ma non necessariamente dobbiamo chiamarlo dio, allah, jhawè, cristo o magari gesù. Che tanto come lo Poi il papa si è risentito, con particolare riferimento alle giornate mondiali della gioventù ideate e fortemente incoraggiate dal suo predecessore, affermando che egli non è una rock-star e che tali eventi rischiano di perdere del tutto il loro messaggio spirituale. Ma perchè quando mai l'hanno avuto??? Continua il buon pastore "Analisi in voga tendono a considerare queste giornate - ha spiegato il Pontefice - come una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star". "Con o senza la fede - ha aggiunto - questi festival sarebbero in fondo sempre la stessa cosa, e così si pensa di poter rimuovere la questione su Dio". Sbagliate anche le posizioni di molte "voci cattoliche" che valutano tutto ciò "come un grande spettacolo, anche bello, ma di poco significato per la questione sulla fede". Allora che le avete fatte a fare?... Poi state ben attenti che i vostri amati fan papa-boys non vengono piu a vedere i concerti del capo dei pretacchioni.In fine per ben concludere il suo sprolquio è tornato sulla questione tra scienza e fede, riuscendo a dire una mezza-cosa-sensata, mezza perchè alla fine ritorna con la solita storia della creazione e del dio creatore. <<Benedetto XVI, che già ieri aveva sottolineato l'importanza della scienza e del pensiero di Galileo, è tornato oggi sulla questione del rapporto del pensiero scientifico con la fede. "Il dato che la materia porta in sè una struttura matematica è piena di spirito, è il fondamento sul quale poggiano le moderne scienze della natura". Il nostro spirito è in grado di interpretarla e di rimodellarla e ciò comporta per noi insieme un compito e una responsabilità, ha spiegato, per questo "nella fede circa la creazione sta il fondamento ultimo della nostra responsabilità verso la terra".>>(Repubblica.it) December 06 Quando la "sopportazione" viene a mancareIl mio personale concetto di Amico è abbastanza particolare. Perchè io consideri una persona un Amico, insieme ai vari caratteri classici come lealtà, rispetto, stima, presenza ecc, deve esserci anche quella che chiamo "sopportazione". Per sopportazione intendo quella disponibilità a lasciar cadere la questione, quindi appunto a sopportare, ogni qualvolta io faccio o dico qualcosa che a quella persona, che a sua volta mi considera un amico, da fastidio. Sopporterebbe proprio in nome della stessa amicizia che ci lega. Altrettanto ogni volta che succede che un amico fa una cosa che a me da fastidio, sul momento lascio perdere e alla prima occasione gli parlo, gli faccio notare che quello che ha fatto mi ha dato fastidio, e di ricordarselo la prossima volta. Ovviamente però siamo esseri umani e non avendo sempre un controllo razionale sulle nostre azioni, può capitare che un amico la volta successiva si dimentichi di ciò che gli ho detto, e rifaccia o ridica la stessa cosa, o vicecersa che la rifaccia o ridica io. Io però, finchè ritengo che quella persona valga come amico, continuo a sopportare i difetti di quella persona. Se non sarei capace di sopportarne i difetti di quelle poche persone che considero amici, sarei costretto a litigare con chiunque incontri sulla mia strada, ed abbia con me rapporti che vanno oltre l'effimera conoscenza. Se la sopportazione da parte di chi mi considera a sua volta un amico viene a mancare, non ha più senso considersi amici, nemmeno se ci si conosce da tanto tempo e se ne hanno passate tante insieme. Con quella persona diventiamo semplici soggetti che hanno condiviso qualcosa per molto tempo e niente di più. D'altra parte io sono una persona che cerca sempre di migliorarsi e di correggere i propri difetti, se ciò non basta più a chiunque finora mi abbia considerato un amico, contiui pure la sua vita senza di me. |
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